Nuove sostanze, vecchi problemi

GORE TEX e TEFLON, vi dico nulla? Scarpe, abbigliamento impermeabile, padelle antiaderenti e tanti tanti altri prodotti utilizzati inconsapevolmente per anni. Poi scoppia il caso di uno dei più grandi inquinamenti di falde acquifere del mondo e tutti noi impariamo cosa siano i PFAS. Messi al bando per ovvie ragioni, l’industria non poteva di certo modificare le catene produttive…

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L’apparenza inganna!

utta questa premessa per parlare del nuovo articolo dal titolo DISTRIBUZIONE DELLA SPECIE ALIENA PALAEMON MACRODACTYLUS RATHBUN, 1902 NELLA LAGUNA DI VENEZIA pubblicato all’interno di Italian Journal of Freshwater Ichthyology dal gruppo di ricerca guidato da Simone Ridolfi Bristol e appartenente al Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica (DAIS) e all’Istituto di Scienze Polari, Consiglio Nazionale delle Ricerche…

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Mose vs Barene V.2

Rimane confermata l’ipotesi di un mancato rifornimento di sedimenti per l’accrescimento verticale delle barene, ma vengono esposti anche altri possibili problemi relativi all’interrimento dei canali e ad un costante bilancio negativo dei sedimenti lagunari.

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Impatto del traffico navale su coste e canali lagunari

Problematiche complesse spesso semplificate nella contrapposizione tra progresso e salvaguardia. Possono coesistere attività antropiche e il rispetto per l’ambiente? Si, ma appunto è complesso. Un modo per semplificare la complessità è lo studio dei fenomeni siano essi gli impatti che le nostre attività producono, siano essi legati all’eterogeneità degli habitat che ci ospitano. La ricerca è fondamentale in tutto…

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Vento e barene, chi vince?

Ritorniamo sul tema della sopravvivenza delle barene. Oltre all’importanza paesaggistica, che ne fanno un segno distintivo della laguna di Venezia e di altre zone lagunari e costiere, le barene rivestono un importante ruolo nella nuova economia che valorizza i servizi ecosistemici forniti dai diversi habitat. Esse contribuiscono alla produzione primaria e stanno alla base dell’elevata biodiversità lagunare. Sono in…

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Il metodo scientifico

uantitativa dell’indagine sperimentale, con la ricerca di conferme attraverso procedure che validassero le ipotesi formulate matematicamente. Si abbandonano le verità assolute per arrivare all’osservazione e descrizione fisica dei fenomeni. Si arriva all’esperimento con un intervento attivo da parte del ricercatore che tenta di riprodurre, esaminare e misurare il fenomeno naturale che si vuole indagare.

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Sedimenti, attività antropiche e batteri

Queste analisi sono state effettuate su campioni di sedimento lagunare per studiare le comunità microbiche che svolgono ruoli essenziali nel funzionamento dell’ecosistema marino. Riportando una delle prime frasi dell’introduzione dell’articolo: “Il loro studio è fondamentale per capire in che modo le condizioni ambientali influiscono sulla diversità microbica e sui cicli biogeochimici”.

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La vita delle barene in una laguna regolata

Un bel titolo clickbait sarebbe stato…

MOSE vs BARENE

con relativo sottotitolo:

Come il MOSE può mettere a rischio le barene della laguna di Venezia

Questo si potrebbe evincere leggendo e ascoltando solo una parte del complesso lavoro svolto dall’università di Padova impegnata nel monitoraggio e nell’analisi delle dinamiche di accrescimento delle superfici barenali.

Nella realtà dei fatti i ricercatori hanno individuato una correlazione tra eventi climatici, il funzionamento del MOSE e la vita delle barene. Attraverso un attento monitoraggio sul campo, hanno scoperto che i fenomeni meteo più intensi, cioè quelli per i quali entra in funzione il MOSE, sono i principali fattori che contribuiscono alla crescita altimetrica delle barene. Le forti mareggiate mettono infatti in gioco quantità di sedimenti molto maggiori rispetto alle quotidiane sommersioni barenali dovute all’alternarsi di alta e bassa marea. Ma un numero eccessivo di chiusure potrebbe limitare drasticamente il materiale a disposizione delle barene.

Questo utilizzo del MOSE può entrare in conflitto con la salvaguardia del centro storico di Venezia?

La continuazione dei monitoraggi e l’implementazione di modelli matematici potranno trovare una soluzione di equilibrio tra mantenimento degli habitat lagunari e la salvaguardia di Venezia.

Per ulteriori approfondimenti vi lasciamo all’articolo pubblicato sull’importate rivista Nature Geoscience dal gruppo di lavoro composto da personale dei dipartimenti di Geoscienze e ICEA dell’università di Padova.

Vi lasciamo il link ad un precedente articolo uscito su BoLive, buona lettura!

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