La compattazione dei suoli barenali

L’eterogeneità spaziale e le diverse caratteristiche dei suoli, implicano comportamenti di autocompattazione molto differenti che possono variare da 6 a 32mm a seconda della presenza di suoli inorganici o organici. Questi valori risultano da prove fatte direttamente sul campo attraverso una nuova metodologia di carico/scarico dei suoli messa a punto dal gruppo di ricerca stesso.

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Nuovo modello per la vegetazione alofila

Il gruppo di ricerca composto da personale del Dipartimento DAIS dell’Università di Venezia, del Centro per l’idrodinamica e morfordinamica lagunare CIMoLa, del Dipartimento di Geoscienze e del Dipartimento DICEA dell’Università di Padova ha messo a punto un nuovo modello matematico evoluto, che permette di modellare la distribuzione della vegetazione alofila barenale. (Le specie alofile sono le uniche in grado…

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Mose vs Barene V.2

Rimane confermata l’ipotesi di un mancato rifornimento di sedimenti per l’accrescimento verticale delle barene, ma vengono esposti anche altri possibili problemi relativi all’interrimento dei canali e ad un costante bilancio negativo dei sedimenti lagunari.

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Vento e barene, chi vince?

Ritorniamo sul tema della sopravvivenza delle barene. Oltre all’importanza paesaggistica, che ne fanno un segno distintivo della laguna di Venezia e di altre zone lagunari e costiere, le barene rivestono un importante ruolo nella nuova economia che valorizza i servizi ecosistemici forniti dai diversi habitat. Esse contribuiscono alla produzione primaria e stanno alla base dell’elevata biodiversità lagunare. Sono in…

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La vita delle barene in una laguna regolata

Un bel titolo clickbait sarebbe stato…

MOSE vs BARENE

con relativo sottotitolo:

Come il MOSE può mettere a rischio le barene della laguna di Venezia

Questo si potrebbe evincere leggendo e ascoltando solo una parte del complesso lavoro svolto dall’università di Padova impegnata nel monitoraggio e nell’analisi delle dinamiche di accrescimento delle superfici barenali.

Nella realtà dei fatti i ricercatori hanno individuato una correlazione tra eventi climatici, il funzionamento del MOSE e la vita delle barene. Attraverso un attento monitoraggio sul campo, hanno scoperto che i fenomeni meteo più intensi, cioè quelli per i quali entra in funzione il MOSE, sono i principali fattori che contribuiscono alla crescita altimetrica delle barene. Le forti mareggiate mettono infatti in gioco quantità di sedimenti molto maggiori rispetto alle quotidiane sommersioni barenali dovute all’alternarsi di alta e bassa marea. Ma un numero eccessivo di chiusure potrebbe limitare drasticamente il materiale a disposizione delle barene.

Questo utilizzo del MOSE può entrare in conflitto con la salvaguardia del centro storico di Venezia?

La continuazione dei monitoraggi e l’implementazione di modelli matematici potranno trovare una soluzione di equilibrio tra mantenimento degli habitat lagunari e la salvaguardia di Venezia.

Per ulteriori approfondimenti vi lasciamo all’articolo pubblicato sull’importate rivista Nature Geoscience dal gruppo di lavoro composto da personale dei dipartimenti di Geoscienze e ICEA dell’università di Padova.

Vi lasciamo il link ad un precedente articolo uscito su BoLive, buona lettura!

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