Come migliorare la previsione delle maree in laguna di Venezia?

Il punto di congiunzione tra scienza, ricerca e gestione del territorio sta all’interno della sfera delle previsioni.

La previsione dell’andamento economico, dei mercati finanziari, delle risposte sociali è la base delle attuali scelte politiche.

La previsione meteo marina è alla base della futura gestione della laguna regolata. Il funzionamento del MoSE o per meglio dire l’azionamento, la decisione di sollevare o meno le paratoie a difesa della città storica, si basa e si baserà sulle previsioni mareali. E’ chiaro che una volta stabilità l’altezza mareale minima di azionamento, una previsione accurata potrà e dovrà ridurre al minimo le incertezze sui valori previsti, riducendo al minimo le possibilità di azionamento a vuoto (barriere sollevate anche in caso di maree non eccezzionali) o di mancato sollevamento per una sottostima dell’effettiva quota di marea.

Dalle previsioni su basi statistiche e ancor prima da quelle sulla base dell’esperienza, si è passati alle previsioni basate su modelli matematici che senza dubbio ne hanno migliorato l’affidabilità riducendone il grado di incertezza. Tuttavia, nuove dinamiche indotte dai cambiamenti climatici, stanno mettendo a dura prova anche le previsioni modellistiche.

Tutto ciò si complica ancor più se si introducono il fattore tempo e la spazialità della previsione.

L’obiettivo dei ricercatori è quello di avere previsioni sempre più precise, sempre prima e per un intorno geografico sempre più piccolo.

“The prediction of floods in Venice: methods, models and uncertainty” è il titolo di un articolo di recente pubblicazione, nel quale il gruppo di ricerca internazionale guidato da Georg Umgiesser del CNR-ISMAR di Venezia, in collaborazione con altri 17 istituti di ricerca, ha fatto il punto sulle previsioni mareali in laguna di Venezia.

L’articolo suggerisce 4 punti sui quali puntare per migliorare le previsioni:

  • Migliorare le previsioni meteorologiche
  • Sviluppare previsioni d’insieme
  • Integrazione delle misure del livello dell’acqua
  • Aviluppare un approccio multimodello.

Relativamente all’ultimo punto, il CNR-ISMAR ha già messo in funzione un prototipo di analisi multimodello che potete vedere in azione cliccando qui.

Vi lasciamo alla lettura dell’articolo.

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